Mi hanno invitato a un capodanno fashion. Ora, io che sono abituato a cantine, garage e, al massimo della mondanità, tavernette e mansarde, faccio fatica a capire cosa voglia dire capodanno fashion, come anche farlo in un agriturismo, pagare un ticket (biglietto no, eh?) da 55 euro, accapigliarsi per riuscire a mangiare qualcosa al bouffet (cosa che diventa in pratica un ritorno alle origini, in senso preistorico intendo, si e no homo habilis), e fra 350 soggetti affamati il rischio di restare a digiuno è molto alto, aspettare lo start del dj per qualunque cosa succeda in sala, tipo “mangiare!”, “ballare!”, “stappare!”, e fin quando ti divertivi a ballare su Gioca Jouer ti andava bene ma se qualcuno ti obbliga a farlo fino all’alba cominciano a girartele, sempre che riesci a sopravvivere ai balli di gruppo, anzi a una session di divertentismo. Rabbrividiamo. Vabbù, ath bhliain faoi mhaise, chè al gaelico ci sono ancora affezionato… buon anno!
È Natale. Anzi, è già passato. Dovrei essere più buono, ma a me non sembra proprio. Spese folli, regali, siamo tutti più buoni. Macchè, the devil inside. La mamma dice sempre che non si augura il male a nessuno. Però… non so, tipo un attacco di emorroidi, una tonsillite acuta cosi sta zitto, a un Dini qualunque, giusto per farlo star buono, magari sta anche più attento alla cara, invisibile e potentissima moglie, potrebbero anche essergli terapeutici, a una certa età meglio stare a casa, al calduccio… Acidissimo, il Bradipo…
Tempo fa ho letto Mirrorshades, antologia di racconti di fantascienza curata da Bruce Sterling e William Gibson che nel 1986 ufficializzò l’esistenza della letteratura cyberpunk. A Matera per il progetto Visioni Urbane, il buon Bruce, a parte un simpatico incipit in cui ci cazziava ben bene, creativi o no, per le nostre abitudini locali, ha ipotizzato, complici le sue grandi doti oratorie, il futuro possibile della scena creativa (e non) lucana. Matera svuotata dei materani al pari di Venezia senza veneziani. O ancora i Sassi portati via a pezzi e ricostruiti nel deserto cinese. E togliamoci dalla testa di riuscire ad avere lo stesso fermento creativo di Berlino o San Francisco. Ma qui siamo riusciti a fare qualcosa di meraviglioso. Vedere Bruce Sterling e al suo fianco un pezzo da 5 chili di pane di Matera. Un apoteosi quasi psichedelica (ma qui finiamo su un altro genere letterario…) al pari della camicia che indossava (la voglio!)…
Classifichiamolo pure come incidente, invece che come strage come è più giusto che sia. Ma morire in fabbrica, nelle modalita con cui è successo, e nel 2007quasi2008, è fuori dal tempo. Una voce intervistata durante il corteo svoltosi a Torino stamattina diceva che “ci si è accorti all’improvviso che esistono ancora gli operai”… Vedremo se l’inchiesta accerterà che i sistemi di sicurezza, a cominciare dagli estintori (che forse, vista la gravità dell’incidente sarebbero serviti a ben poco), fossero realmente insufficienti. La sicurezza sui posti di lavoro a rischio in Italia è in gran parte al livello delle miniere in Cina o in Ucraina, e non passa giorno senza incidenti gravi (vedi Cassino nello stesso giorno dell’incidente di Torino). Ma lo vediamo anche nei nostri cantieri edili, dove elmetti e cinture di sicurezza sono indossati solo in caso di visite importanti o foto per i report aziendali, e nonostante le denunce, per i padroni la sicurezza è un aumento di spesa, per tanti lavoratori (non nascondiamocelo) continua a essere una seccatura. Avanti cosi?
Lilian ordina, il Bradipo obbedisce.
DIRE. L’indispensabile, come sempre. Ma, mi dicono, se l’argomento mi tocca molto, c’è bisogno che qualcuno mi fermi. Sarà, non ricordo, probabilmente lo faccio in trance. E oggi dico che (attenti, proclama in arrivo) questo benedetto Paese (e Uolter anche) si farà fregare di nuovo, che non abbiamo bisogno di un altro ri-Circolo di idee ma di proposte nuove e giovani che arrivano da giovani. Non da uno qualunque che per farsi ascoltare salta sul predellino della sua auto, e non per problemi di altezza.
FARE. Io e il prendere le decisioni su cosa fare siamo amici, ma ci scazziamo sempre. Vorrei (oltre fare quello scritto quattro righi più giù) riprendere a suonare, la 12 corde urla nella notte dalla sua custodia. Ma non riesco a decidermi ancora…
BACIARE. Una new entry che ho appena conosciuto. Boh, vediamo. Anche se ha pronunciato in maniera diabolicamente identica due frasi cavallo di battaglia della precedente miss (anche nel senso di letteralmente scomparsa…). Pauuuuura.
LETTERA. Mai capito se si parla di lettera in senso abcd o di caro amico ti scrivo. Nel primo caso, X, con tutto il mistero e il senso di incognita che si porta appresso. Nel secondo, non ci sono mai andato daccordo con le lettere. Ricordo di averne scritte due in 20 anni. Marzo 1992. Luglio 2007. Ovviamente cartacee. Sapeste invece i fiumi di parole spesi via web…
TESTAMENTO. Più che la 12 corde di cui sopra, potrei lasciare qualche ragnatela. Oddio, i fumetti. Ma il destinatario dovrebbe cercarsi un TIR.