Matera, esterno notte. Vabbè, più che notte (sulla quale notte materana ci sarebbe ben altro da dire), poco più di mezz’ora fa. Piazzetta Pascoli, un atletico papà indigeno con al seguito il suo atletico cucciolo. Giocano a calcio. Sparando la palla sulla facciata di Palazzo Lanfranchi e sul portone d’ingresso della Chiesa del Carmine, con il papà che incita il cucciolo a centrare per bene il bersaglio. Passa un cucciolo turista, abituato ad altri standard, e urla alla mamma “mamma, mamma, guarda quel bimbo, calcia la palla sulla chiesa!!! E pure il papà!!! Che schifo!”… E proseguono la passeggiata, guardandosi indietro increduli. Sarà una piccola (piccola?) cosa, ma da qui alla città internazionale e turistica, la strada è ancora luuuuuuuuuuuuuunga…
È strano, il materano. Ha tante belle abitudini, ma anche tante stranezze. Ultimamente, tra queste, l’adozione di un nuovo sistema di datazione, il calendario gregoriano evidentemente non va più bene. Il nuovo calendario materano, introdotto gradualmente negli ultimi 4, 5 anni, prevedeva in origine un periodo di sperimentazione noto come Luglio Materano, che rispondeva ancora al normale ciclo delle stagioni, e che prevedeva un evento al giorno in città, fra concerti e quantaltro, da godersi all’aperto alla temperatura giusta del periodo. Ma questo evidentemente non andava bene, si sa, la crisi economica porta cambiamenti epocali. E cosa c’è di meglio che l’introduzione di un nuovo calendario dopo una catastrofe (Nathan, non ridere!)! Ora è infatti in vigore il nuovo calendario: l’estate e tutti gli eventi a lei collegati, concerti in piazza, sagre, escursioni, mongolfiere, gare di mountain bike, mostre all’aperto e via dicendo, cominciano il 1° settembre, addirittura. È deciso, poi diglielo tu al padreterno che la temperatura e le nuvole dovrebbe pensarci lui a retrodatarle. E allora vai con il primo evento annullato, vai con il secondo, vai con un Eugenio Bennato quasi congelato ma sempre piacevole da ascoltare, in un sovrapporsi di eventi in un unico weekend che ha avuto del paradossale, e il materano, sottostando a temperature polari per il periodo, si accontenta di comprare un comunque ottimo miele in piazza (in manifestazioni che andrebbero bene a Trento per far conoscere i nostri prodotti ma che qui diventano un mercatino qualunque) come se avesse fatto la scoperta gastronomica dell’anno, dopo che l’estate del vecchio calendario è passata unicamente facendo scorrere alcool nelle piazze. Prossimamente, per ravvivare il Capodanno, si propone il 15 agosto come data per poter festeggiare in piazza senza l’assillo e il peso dei cappotti.
Ho visto cose che voi pedoni non potreste immaginare…
posti riservati ai disabili e puff, chi ci esce dalla macchina con il pass visibilmente fotocopiato? 2 bestioni + 2 signorine in tacchi a spillo che zompettano verso i locali trendy di via Ridola…
ho visto SUV (auto notoriamente molto alta) e Mini (auto notoriamente molto bassa) parcheggiate proprio li, col pass, e, si sa, le auto molto alte o molto basse sono quelle più indicate per i disabili…
ho visto alberi buttati giù perché cresciuti davanti all’ingresso di un garage (!), e marciapiedi inesistenti al largo dei bastioni di San Giacomo, ma l’importante è costruirci grattacieli attorno… ho visto sorgere ascensori panoramici e attici attrezzati, aprire balconi, montare infissi in alluminio anche a due passi da chiese del ’600, l’importante è chiamarsi in qualche modo conosciuto ai quattro angoli della galass… ehm della città…
ho visto cuccioli d’uomo, attrezzati di spray e pennarelli, giurare amore eterno (che risate…) sui muri del Boschetto, e altri buttare giù altalene o edicole votive o anche solo cabine telefoniche perché disturbavano il panorama…
ho visto auto stabilmente in panne al largo delle scale della Cattedrale, con il cartello “guasta” ingiallito dal tempo…
auto permanentemente parcheggiate li, in quel che resta di Piazza del Sedile… una per ogni componente della famiglia, ma anche furgoni e SUV… e ho visto vigili non sapere come diavolo comportarsi quando arrivano lì… ho visto genitori dei ragazzi del Conservatorio che hanno paura di perderseli se non parcheggiano sulle scale del Palazzo del Sedile, sempre che non si addormentino in auto mentre aspettano… ho visto sfrecciare auto da un capo all’altro della piazza… e ho visto il pavimento della piazza ridotto a uno schifo dopo due anni dai lavori… ma sempre dopo due anni qui ho visto anche alberi ripiantati a 4000 euro l’uno, perché se pianti alberi di 12 metri in un box per le radici, di cemento, di appena un metro cubo, quello muore…
ho visto gli unici bidoni della spazzatura decenti in centro, interrati, vuoti perché un genio ci lascia una busta fuori perché il coperchio è troppo pesante… e chi viene dopo, lascia tutto fuori senza preoccuparsi di vedere se davvero il contenitore è pieno…
ho visto code di astron… ehm di auto scendere nei Sassi… e chiese rupestri piene di spazzatura (lì non c’è il coperchio)… e ancora frigoriferi e cucine e lavatrici abbandonate… e ho visto piazzette e vicoli e angoli meravigliosi dei Sassi in cui mai Amministratore è arrivato…
E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo… magari…
Troppo tufo, questa città comincia a darmi effetti allucinogeni…
Con questo post, chiudo la parentesi elettorale. Pavarotti&Friends 6 / Pupetto 0, disintegrato. Al diavolo le previsioni. La sinistra materana (ma anche quella regionale non sta bene), evaporata al primo sole in un crescendo tafazziano (grazie Lilian!). Ma il cdx materano, alla sua “prima” in città, faccia vedere di cosa è capace. Se, per la prima volta, un programma di governo non resterà solo una promessa raccogli-voti. Se le regole saranno rispettate. Se l’etica sarà rispettata. O se l’unico rispettato continuerà a essere il mattone. Good luck.
Utilizzare, a scelta: ovatta, molletta stendipanni, mascherina per interventi chirurgici, due dita, tabacco per pipa, passamontagna, tappi per le orecchie, tappi delle Bic, i Togo, i Tampax, aerosol portatile, due santini elettorali di Paradiso rollati, jack per amplificatore (per i rocker inguaribili), sigari, arachidi, non pulirsi il naso per un mese ma ormai è tardi, i segnalini del Trivial, le manine delle bambole Winx (suggerito dalle mie micro-nipoti), cavatelli fatti in casa, wurstel, peperoncino (per vivacizzare ulteriormente il momento), tappi di sughero, biglie di vetro, grissini, palline di naftalina (per quelli più esigenti)…
grazie per la consulenza a Luachan e Wolpy
Il delirio collettivo pre-elezioni materane è agli sgoccioli. Abbiamo visto di tutto, carovane circus-like di candidati che mettono a disposizione anche il loro numero di cellulare, caravan e Smart, maxischermi, adesivi, concerti, pranzi, cene, sondaggi telefonici (sempre lui, quello della citazione da JFK), cartoline su cui esprimere i motivi per cui si decide di votare il tal candidato ma anche per negarne il consenso (vorrei vedere in questo caso quante ne sono state rispedite, ma io di marketing e sondaggi non capisco niente, LUI si), citazioni lontane nel tempo (questa città ha bisogno di AMORE, recita un candidato sul suo bigliettino, memore dei bei tempi di Cicciolina in Parlamento, per poi scoprire che AMORE è il suo cognome), parenti impazziti perché, conti alla mano, il figlio non raggiunge i 20 voti e quindi ne andrà di mezzo la pace familiare, accendini con torcia incorporata, aiuole finalmente pulite, asfalto nuovo… Via web, ho trovato un sito svedese che produce un gadget, a dire il vero un po’ costoso ma che avrebbe fatto la gioia dei nostri candidati, visto lo sforzo che hanno fatto per rendersi visibili in ogni dove: un bambolotto personalizzabile, abiti, capelli, accessori ma soprattutto il viso, ricavato da una foto che avremo precedentemente inviato. Et voilà, il candidato sarebbe stato sempre presente, in casa, sulla scrivania in ufficio, in borsa. Tranne poi, a risultato ottenuto o disatteso dall’elettore, poterla usare come bambola voodoo…
“Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana”.
Questa frase è di John Fitzgerald Kennedy, oltre che una citazione che utilizzava spesso nei suoi discorsi e interviste Giovanni Falcone. E allora ho il diritto di incazzarmi se la vedo utilizzata, come la sto vedendo mentre scrivo, per una campagna elettorale materana che più agguerrita non si poteva immaginare, ed è solo all’inizio. Passeranno presto questi 25 giorni?
Ho preso una multa girando in macchina nei Sassi. Azz, proprio il Bradipo, che tanti dubitano addirittura abbia la patente. La ormai leggendaria telecamera di via D’Addozio mi ha beccato. E come se non bastasse, c’era pure divieto di accesso in quel vicolo, e proprio lì vado a parcheggiare? Si. Però non ho intenzione di contestare la multa. Non che abbia da spendere… ma su quali basi dovrei farlo? Che l’orologio della telecamera non è preciso e io ci sono passato sotto prima e non dopo il coprifuoco? Che avendo problemi di vista le indicazioni all’ingresso dei Sassi non sono riuscito a leggerle? No, ho fatto il furbo. Cioè, c’ho provato. Allora, discutiamo magari sull’opportunità di mettere le telecamere invece di organizzare posti macchina, quelli che è possibile creare, e presenza delle forze dell’ordine, sempre che non si debba chiudere tutto e amen. Ma intanto, c’è una regola da rispettare, punto. Quindi, niente condoni, niente ricorsi dalle associazioni dei consumatori e nessuna chiamata alle armi pre-elettorale. Chiaro? Ché questa citta, di un po’ di rispetto delle regole più stupide, ne ha bisogno.

È bello fare due passi in centro. È bello passeggiare quando l’Amministrazione crea percorsi pedonali per quella specie in via di estinzione, i pedoni. È bello, e fà stare tranquilli, ci si sente protetti, quando vedi che le regole si fanno rispettare. Quando le rispettano tutti. Come in Piazza del Sedile a Matera. Dove ormai si è arrivati all’intervento dei carabinieri per far spostare le auto. E dove i bambini che giocano in piazza chiedono scusa se l’autista di turno è costretto a frenare al centro della piazza prima di prenderli in pieno (vero!), nonostante l’avviso ben evidente di “area pedonale”. Ma cosa vuoi far rispettare in una piazza dove, a nemmeno due anni dalla realizzazione, il pavimento viene via a pezzi a furia di passarci sopra con le auto, dove dei tre alberi iniziali ne rimangono due metà (da vedere!), dove dei “dissuasori” in pietra all’ingresso nei due Sassi sono stati “abbattuti” 10 giorni dopo la loro installazione, a maggio 2005, e mai più rimessi al loro posto. Il Bradipo si era ripromesso di non parlare più di auto e traffico, e invece…
P.S. off topic, ma da segnalare e applaudire l’iniziativa, di alcune associazioni e gruppi scout, di pulizia di una zona del Sasso Caveoso, nei dintorni di Vico Solitario. Da matti, dai vicoli escono ancora retine, materassi, divani…

Uno dei modi che ho per dirmi che è passato un altro anno, è l’arrivo dei grillai in città. Un po’ arcaico come sistema ma abbastanza preciso. Magari quest’anno si prenderanno un bel raffreddore, visto il tempo. E MAGARI quest’anno non faranno il solito nido sotto le tegole, giusto sopra la mia stanza, per svegliarmi alle 5 di mattina. Però mi preoccuperei se una volta non dovessi vederli tornare… Eccone uno, fotografato ieri in avanscoperta. Comunque, bentornati!