Buon compleanno, Maestro!

Author: dr.kenz  //  Category: unità cinEfila

Oggi è il compleanno di un grande regista. Manoel Candido Pinto de Oliveira è nato a Oporto l’11 dicembre 1908, in Portogallo. Capito bene? 100 anni, ed è ancora in piena attività. Il suo primo lavoro, un documentario, risale al 1931 (!), ma è solo nei primi anni ’60, dopo i primi lungometraggi e anni di lavoro alterno anche nella azienda agricola di famiglia, che il suo lavoro comincia a essere apprezzato anche in campo internazionale per arrivare ai ’90 con il definitivo riconoscimento della comunità cinematografica internazionale. Ne ricordo alcuni, sempre molto “dialogati”, i suoi film: I misteri del convento, Viaggio alla fine del mondo, Un film parlato… E uno in arrivo, Singularidades de uma Rapariga Loira, ancora con il solo titolo in portoghese. Auguri, Maestro!

Fantasyland

Author: dr.kenz  //  Category: bradipo style

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Realizzazione grafica mooooolto veloce, ma il concetto è chiaro…

Il “Che” secondo Soderbergh

Author: dr.kenz  //  Category: bradipo style, unità cinEfila

Non so ancora quando sarà distribuito in Italia… ma ‘sto breve trailer del nuovo film di Soderbergh, anche se non vado daccordo con i biopic, beh… mi ha emozionato. E Benicio Del Toro è un grande. Aspettiamo.

Il mio amico Coltan

Author: dr.kenz  //  Category: bradipo style, giraMondo

Hotel Rwanda, un film del 2004. Se non l’avete visto, recuperatelo in dvd o come vi pare, ma vedetelo. Magari lo stomaco avrà qualche sobbalzo. Magari qualcunaltro si convincerà però a proiettarlo anche nelle scuole. Nonostante ci si ostini a pensare che la storia non si ripeta, Hotel Rwanda è di nuovo in diretta questi giorni, dalle ricche ma poco ridenti colline della Repubblica Democratica del Congo. E oggi come nei primi anni ’90, emergenza profughi a parte, ma pure determinante nelle scelte che verranno fatte, è forte il rischio (ma direi che già ci siamo) che si perpetui un altro genocidio tra le popolazioni tutsi e hutu, etnie di fatto inventate dai regimi coloniali succedutisi in zona fino agli anni ’60 e, ancora di fatto, ancora estremamente potenti tramite multinazionali di ogni genere. E il mio amico Coltan, chi è?

Recita Wikipedia: Il termine coltan ha ottenuto un particolare riscontro da parte dei mass media per le implicazioni sociali, etiche e politiche che assume, nell’Africa congolese e in Rwanda, l’estrazione e la vendita para-legale e non controllata di columbo-tantalite (coltan è la contrazione dei due termini, utilizzata comunque regolarmente per indicare il materiale stesso). Il minerale estratto in questi paesi viene utilizzato come una redditizia fonte economica da parte di diversi movimenti di guerriglia e concorre, quindi, indirettamente ad alimentare la guerra civile nella regione del Congo. Il coltan è elemento indispensabile per il funzionamento dei nostri telefonini, tomtom vari, dvd player, ma anche jet e attrezzature militari, intervendo sul funzionamento dei microchip ottimizzandone il consumo elettrico. E il commercio di questa roba, cos’altro fa oltre a farci star tranquilli con i nostri cellulari? Finanzia e rifinanzia una compravendita selvaggia di armi (di provenienza anche europea) in un circolo infinito giustificato da inesistenti teorie razziali. Un altro film già visto. Il Belgio e la Francia, storicamente, hanno interessi enormi laggiù, una delle zone più naturalmente ricche e fertili del pianeta, con anche tre raccolti l’anno. La Cina è entrata da pochi anni nel business, fra coltan, diamanti e altri minerali che si trovano solo lì, ma più che finanziare mercenari per proteggere le miniere non fa. La missione delle Nazioni Unite ha portato 17.000 soldati, il contingente più numeroso, ma oggi come nel ’94 i veti incrociati del Consiglio di Sicurezza complicano ulteriormente le cose. Ergo, fatto due più due…

A reti unificate, per Angelo Falcone

Author: dr.kenz  //  Category: bradipo style, itaGliani

Un post più lungo del solito, sul Bradipo. A reti unificate su, si spera, tutti i blog lucani e non solo. La brutta storia di Angelo Falcone esige spiegazioni dai più alti livelli istituzionali, e invece il silenzio è assoluto. Poi magari in India esportiamo tecnologia nucleare, ma tantè. Per ulteriori aggiornamenti, il blog del papà di Angelo. Grazie a Nathan e a tutti quelli che parteciperanno a questa giornata, inoltrando il testo qui sotto a più contatti possibile.

Egregio signore,

“È ciò che ci chiedono i Cittadini”, è una frase che spesso, troppo spesso, abbiamo ascoltato in TV, pronunciata da tutti, dico tutti, i rappresentanti dei suddetti Cittadini che siedono in parlamento.
Chi le scrive è uno di quei Cittadini di questo Paese, di quei cittadini che ancora credono, in maniera piuttosto forte, alle Istituzioni. Finora non mi è mai capitato di sentirmi fare, da qualcuno dei parlamentari di questa Repubblica, la domanda: “Cosa chiedi, carissimo Cittadino, a noi tuoi rappresentanti?”.
Non voglio inoltrarmi in polemiche e critiche immotivate. non ci penso e non ne sarei capace. Vorrei, soltanto, rendere noto a Lei quale sia il mio concetto di Stato; concetto che posso semplificare come segue: lo Stato è un Padre che deve (ma soprattutto, Vuole) occuparsi dei propri figli senza riserve e senza tentennamenti; Un Padre è colui che si precipita a rotta di collo dal proprio Figlio ogni qual volta ve ne sia la necessità; ogni volta che si presenti una difficoltà che implichi un aiuto, un consiglio, un intervento di qualsivoglia natura.
Un Padre amorevole ma, all’occorrenza, inflessibile. Inflessibile quando sia palese un cattivo comportamento di un suo figlio. Un Padre pronto a comprendere, ma pronto anche a punire, se lo merita, un figlio che si sia comportato in modo non adeguato alle regole familiari.
Questa lettera nasce dopo mesi di riflessione su di una vicenda particolare di cui poco si parla: l’arresto e la detenzione in India di un nostro concittadino. Il suo nome è Angelo Falcone, ed è stato arrestato, con il suo amico Simone Nobili, dalla polizia Indiana con l’accusa di detenzione di 18 kg di droga. Seguendo il blog del padre di Angelo, Giovanni Falcone, ho scoperto che di nostri cittadini detenuti all’estero ve ne sono più di 3.000! Non ho potuto verificare di persona, pertanto mi debbo fidare delle cifre fornite dal sig. Falcone. ma non ho motivi per dubitare di quanto affermato sul suo blog. Allora, la mia domanda è la seguente: questi nostri concittadini detenuti all’estero sono figli di questo Padre-Stato? Se sì, come mai le istituzioni di questo paese non si comportano come si comporterebbe un Padre nel caso di un proprio figlio? Ad Agosto, per Angelo Falcone e l’amico Simone, c’è stato il verdetto di Condanna a 10 anni. La possibilità di ricorso in appello ha come termine perentorio il 23 ottobre. il tempo stringe! Mi aspetterei, da un Padre, una corsa in India per vedere di persona come stanno le cose. Giovanni Falcone non riesce a parlare con suo figlio neppure telefonicamente. E, da quanto mi capita di leggere sul suo blog, l’interessamento delle Istituzioni di questo Paese sulla faccenda è, per così dire, insufficiente. Come se il Padre-Stato abbia già emesso giudizio di condanna sul proprio figlio, ed abbia deciso di punirlo per la mancanza commessa. Mi sarei aspettato, nel caso particolare di Angelo e, più in generale, nel caso dei nostri oltre 3.000 connazionali detenuti in penitenziari esteri, un atteggiamento differente. In fondo, bisognerebbe domandarsi se in tali paesi esistano quelle garanzie che sono caratteristiche di un qualunque Stato di Diritto degno di questo nome. Siamo sicuri che l’India garantisca gli imputati secondo tali canoni? E tutti gli altri paesi in cui sono detenuti nostri concittadini? Ecco: un Padre dovrebbe correre in soccorso di un proprio figlio per cercare di garantirgli tutto il necessario per affrontare le vicissitudini in cui è incappato. Se, con tutte le garanzie del caso, si dovesse dimostrare un “ERRORE PALESE” commesso dal Figlio, allora il Padre avrebbe tutti i motivi per punire tale errore. Voglio sottolineare il fatto che, più volte, Giovanni Falcone ha dichiarato che, se sulla base di un processo serio ed equo, suo figlio Angelo dovesse essere riconosciuto colpevole, sarebbe il PRIMO a pronunciarsi per la detenzione. Per un processo serio ed equo, segnato, cioè, da tutte le garanzie che vengono concesse nel nostro paese a chiunque incappi nei meccanismi della legge, le Istituzioni italiane si sono mosse? Nel caso di Angelo e dei più di 3.000 già citati, è stato fatto tutto ciò che andava fatto?

Concludo dicendo che, da Cittadino di questa Repubblica, chiedo alle Istituzioni tutte, di occuparsi dei propri Figli detenuti all’estero. In virtù del fatto che il mio sentire lo Stato è forte, e altrettanto forte deve essere la risposta dello Stato ai propri cittadini. Se ciò non dovesse essere possibile mi troverò nella bruttissima condizione di figlio di un Padre non disposto ad occuparsi di me. fatto che, per il mio modo di sentire lo Stato e le Istituzioni, non mi lascia tranquillo affatto.

Distinti saluti
presidenza.repubblica@quirinale.it (Presidente della Repubblica)
schifani_r@posta.senato.it (Presidente del Senato)
gabinetto@cert.esteri.it (Ministro degli Esteri)
larepubblica@repubblica.it (La Repubblica)
http://www.corriere.it/solferino/main_mieli-form.shtml (Corriere della Sera)
direttore@ilquotidianodellabasilicata.it (Il Quotidiano della Basilicata)
nuovabas@tin.it (La Nuova)
mimandaraitre@rai.it Mi manda Raitre
http://www.matrix.mediaset.it/dillo.shtml Matrix
http://www.report.rai.it/RE_segnalazioni/0,1067380,,00.html Report
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/segnalazioni.shtml Striscia
http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml Le iene

Probabilità di vincita: 1:600.000.000…

Author: dr.kenz  //  Category: bradipo style, itaGliani

Mi chiedo: visto che ci mette mano anche lo Stato, fra Superenalotto, Gratta e Vinci, addirittura le scommesse… ci fanno anche una marea di pubblicità per supportare questi “prodotti” che spesso diventano “azzardo” e danno dipendenza (non sono pochi i casi)… vista l’aria che tira, magari la borsa non crollerà del 76% in un giorno come in Islanda (che poi agli orsi polari lassù va in soccorso la Svezia, a noi chi ci penserebbe??), non sarebbe opportuno fissare un tetto massimo per un jackpot che è arrivato a 91 milioni e magari decidere di fare contente 91 persone invece che una sola? Vabbè, esco a giocare la schedina…

Strano, il materano

Author: dr.kenz  //  Category: bradipo style, mater/assi

È strano, il materano. Ha tante belle abitudini, ma anche tante stranezze. Ultimamente, tra queste, l’adozione di un nuovo sistema di datazione, il calendario gregoriano evidentemente non va più bene. Il nuovo calendario materano, introdotto gradualmente negli ultimi 4, 5 anni, prevedeva in origine un periodo di sperimentazione noto come Luglio Materano, che rispondeva ancora al normale ciclo delle stagioni, e che prevedeva un evento al giorno in città, fra concerti e quantaltro, da godersi all’aperto alla temperatura giusta del periodo. Ma questo evidentemente non andava bene, si sa, la crisi economica porta cambiamenti epocali. E cosa c’è di meglio che l’introduzione di un nuovo calendario dopo una catastrofe (Nathan, non ridere!)! Ora è infatti in vigore il nuovo calendario: l’estate e tutti gli eventi a lei collegati, concerti in piazza, sagre, escursioni, mongolfiere, gare di mountain bike, mostre all’aperto e via dicendo, cominciano il 1° settembre, addirittura. È deciso, poi diglielo tu al padreterno che la temperatura e le nuvole dovrebbe pensarci lui a retrodatarle. E allora vai con il primo evento annullato, vai con il secondo, vai con un Eugenio Bennato quasi congelato ma sempre piacevole da ascoltare, in un sovrapporsi di eventi in un unico weekend che ha avuto del paradossale, e il materano, sottostando a temperature polari per il periodo, si accontenta di comprare un comunque ottimo miele in piazza (in manifestazioni che andrebbero bene a Trento per far conoscere i nostri prodotti ma che qui diventano un mercatino qualunque) come se avesse fatto la scoperta gastronomica dell’anno, dopo che l’estate del vecchio calendario è passata unicamente facendo scorrere alcool nelle piazze. Prossimamente, per ravvivare il Capodanno, si propone il 15 agosto come data per poter festeggiare in piazza senza l’assillo e il peso dei cappotti.

Another star in the sky

Author: dr.kenz  //  Category: bradipo style

E che fai? Non vuoi almeno buttar giù due righe per ringraziarlo di tutte le emozioni che ha contribuito a darci? Magari l’LSD ha fatto la sua parte, però vuoi mettere, con la robaccia che gira oggi? Musicalmente parlando, che avete capito… Richard Wright, adieu (tira brutta aria, ‘sto 2008…)…

Mia sorella, secondo episodio

Author: dr.kenz  //  Category: itaGliani, stiamomessimale

Si può denunciare un Ente o gestore pubblico per tentato omicidio? Ricordate mia sorella, quella che all’INPS davano per non esistente? Bene, gliene hanno combinata un’altra, potenzialmente più pericolosa per la salute ma risolta in brevissimo tempo. Torna a casa, controlla la posta, trova la bolletta del gas, la apre e quasi sviene trovando in scadenza l’importo di settemilacinquecentocinquantacinquevirgolatredici euro, da pagare entro l’11 settembre, e infatti sembrerebbe una catastrofe, visto che l’ultima bolletta pagata ammonta si e no all’1% di quell importo. Chiama qui, chiama là, la tranquillizza più di qualcuno, è un errore fin troppo evidente, ma sai, magari qualcun altro più debole di cuore sarebbe già passato ad altra vita. Alla fine il servizio clienti dell’Eni, scusandosi non so quanto, le comunica l’importo esatto: 19,50 euro. Una piccola differenza, non c’è che dire…

Once

Author: dr.kenz  //  Category: unità cinEfila

Allora… se un film mi emoziona come quello che ho visto ieri sera, seduto finalmente in un cinema decente, a Gioia del Colle, c’è qualcosa che non va… Sarà l’età? Naaaaa… Sarà questa estate che mi ha rotto non poco? Comunque, Once è un gioiello di film, non grande cinema in senso stretto ma un concentrato di idee e appunto emozioni che merita di esser visto. Certo, parto avvantaggiato se un film è ambientato a Dublino… se vedo insegne della Guinness dappertutto e una vecchia Triumph anni ’60… se vedo suonare e suonare chitarre dall’inizio alla fine, peraltro in duetto con un pianoforte, un mio vecchio sogno… E sulla musica che diventa il terzo attore protagonista, si sviluppa l’intera storia, con lui (Glen Hansard) che ripara aspirapolveri ma arrotonda suonando per strada e lei (Markéta Irglova) che, immigrata ceka incontrata casualmente, diventa fonte di ispirazione sie per la sua musica che per la vita. Fra un brano e l’altro (Falling Slowly premio Oscar 2008 come miglior brano originale), silenzi, frasi non dette e sguardi eloquenti, i due protagonisti, che non si chiamano mai per nome, mettono su un piccolo musical-ontheroad-lovestory-drama che mi ha davvero sorpreso. Momenti topic: il primo improvvisato duetto in negozio di strumenti musicali, un piano sequenza per le strade di Dublino con lei che cuffie alle orecchie canta le parole che ha appena scritto, la parentesi divertente sul bus… Successo, inatteso per un film come questo, dopo il Sundance anche negli USA. Dice il regista John Carney (musicista, ex dei Frames, anche lui), probabilmente la castità e la purezza del rapporto dei due protagonisti, il loro sentimento che passa solo attraverso la musica, mentre solitamente nei film americani succede qualcosa di molto diverso nel senso che i due protagonisti nella seconda parte del film si abbandonano solitamente a passioni furiose. Io ho cercato di ridurre tutto al minimo, di regalare la storia di due persone che fanno per una settimana delle cose insieme e poi si separano, ho voluto fare un film frugale convinto che viviamo in un mondo in cui una canzone di tre minuti vale dieci pagine di dialogo”. PS il trailer è quello originale, quello italiano, oltre che molto teen movie, è pieno zeppo delle solite frasi da ufficio stampa, anche se risulta azzeccata la frase finale, quante volte nella vita puoi trovare la persona giusta?. Once…